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Report dal workshop: Criminalizzazione del Comandante della nave, critica e prospettive

Comandanti delle navi sempre più sotto accusa. Un workshop organizzato su iniziativa di USCLAC/UNCDIM ha analizzato il fenomeno della 'criminalizzazione' delle figure apicali di bordo, conseguenza di un quadro giuridico ormai unanimemente ritenuto obsoleto.

Da qualche anno si assiste a "una escalation dei procedimenti penali e delle condanne" nei confronti dei comandanti delle navi, ritenuti titolari di "una posizione di garanzia estremamente ampia che sottende un modello verticistico e piramidale, piuttosto arretrato, di responsabilità per tutti gli incidenti ed eventi lesivi occorsi nel corso della navigazione". Parole dell'avvocato e professore di diritto penale di Unitelma (Università Telematica) Sapienza Vincenzo Mongillo, che le ha pronunciate nel corso di un workshop voluto dall'USCLAC/UNCDIM – il sindacato Comandanti e Direttori di macchina - e organizzato dall' Istituto Italiano di Navigazione proprio per fare luce sul fenomeno della criminalizzazione delle figure apicali di bordo, che trae origine dalla convinzione che i 'vertici' debbano essere responsabili per qualunque avvenimento che capiti su una nave, finanche il ritrovamento di droga in uno dei container trasportati.

L'incontro – il titolo esatto era "La criminalizzazione del comandante della nave: criticità e prospettive" – è stato ospitato da Confitarma e ha visto il susseguirsi interventi di rappresentanti di diversi enti e soggetti interessati dalla questione, dal MIT alla stessa USCLAC, passando per la Marina Militare e la stessa Confitarma.

Tutti concordi – è emerso nel corso della giornata di approfondimento - nel ritenere che il fenomeno della "progressiva estensione degli spazi di responsabilità penale" a carico delle posizioni apicali di bordo debba essere oggetto di un 'cambiamento culturale' che dovrà portare a un aggiornamento dell'attuale quadro giuridico e normativo. Proprio su questo punto peraltro verterà anche uno studio che sarà realizzato sotto il coordinamento di Mario Carta, Presidente del Comitato Scientifico IIN-Unitelma Sapienza.

Tornando al workshop, i lavori sono stati aperti dalla presidente dell'IIN Palmira Petrocelli, che si è soffermata sulla scarsa attenzione sinora dedicata alle implicazioni di natura psicologica che la piena ed esclusiva responsabilità produce sul personale di bordo coinvolto. Petrocelli ha assicurato che anche questo aspetto sarà affrontato nello studio, che avrà tra i suoi obiettivi come detto quello di mettere a fuoco le difficili condizioni nelle quali si trovano a operare i comandanti delle navi "anche a causa di un quadro giuridico in parte obsoleto". Posizione, quest'ultima, condivisa anche da Antonello Folco Biagini, Rettore Unitelma Sapienza, che pure ha parlato della "scarsa chiarezza del quadro giuridico del settore", in buona parte ormai datato. Un'arretratezza che viene riscontrata anche dal Comandante Claudio Tomei, Presidente USCLAC-UNCDIM-SMACD, che la riconduce al fatto che "ad un progresso tecnologico e normativo impetuoso che ha portato a profondi cambiamenti organizzativi sia sulla nave che negli uffici armatoriali non è corrisposto un adeguamento legislativo e culturale che prendesse atto del presente". In sostanza, ha spiegato Tomei, oggigiorno il Comandante non può essere considerato il vertice di una "struttura gerarchica piramidale" ma assomiglia sempre più a "un manager che gestisce una organizzazione complessa" con l'aiuto di "collaboratori preparati e responsabilizzati" e del "supporto tecnico organizzativo della base a terra". "Nessuno – ha concluso Tomei - ha mai incolpato un pilota il cui aereo abbia subito un danno strutturale non imputabile ad urto mentre il comandante di nave in questi casi viene immediatamente incriminato”.

Luca Sisto, Direttore Generale Confitarma, ha spostato l'attenzione sul fenomeno parallelo dell'allontanamento dalle carriere marittime, spiegando che proprio la criminalizzazione delle figure di bordo, insieme alla pirateria, ne è una delle cause principali. “Dopo un incidente marittimo o una violazione dell'inquinamento, i marittimi sono spesso trattenuti e si vedono negare l'accesso alle normali regole di “fair play” e di giustizia con cui difendersi dalle accuse penali”. Tra i casi citati come più emblematici in questo senso quello della Prestige, la petroliera naufragata nel 2002 al largo della Galizia: nel 2016 la Corte Suprema spagnola ha condannato a due anni di prigione il capitano come responsabile di un disastro ambientale per imprudenza e comportamento sconsiderato, ribaltando la precedente sentenza del Tribunale Provinciale di La Coruña. La giornata ha visto poi succedersi interventi di Francesco Del Freo, avvocato penalista esperto di diritto marittimo, che ha ricordato come viene inquadrato il comandante nel codice navigazione, accennando inoltre e del Management Information System, allo sviluppo delle TLC, e all’inquadramento del sistema di Port State Control, del già citato Mongillo che pure ha parlato della necessità di un "ripensamento che riconduca a ragionevolezza il sistema di responsabilità penali nel settore nautico”, e di Elan Cohen, Executive Chairman Liberian International Ship & Corporate Registry, che ha sponsorizzato l’evento.

Da sottolineare tra le altre la presenza di Stefania Moltoni, in rappresentanza del MIT, che nel corso del workshop ha dato la disponibilità del ministero a organizzare un tavolo tecnico sul tema che possa aprire la strada a una successiva revisione della normativa sul tema. Presenti all'evento sono stati anche il Comandante Antonio Zippo per la Marina Militare, gli ammiragli Francesco Chiappetta e Giovanni Vitaloni per il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, il Comandante Vincenzo Leone, Direttore marittimo del Lazio e il Comandante Massimo Seno (Capo del II Reparto); in rappresentanza dei Comandanti della marina mercantile Giovanni Lettich (presidente Collegio Capitani), Emanuele Bergamini, Nicol Corradino, Salvatore Scotto di Santillo e infine Alessandra Xerri, ordinario di diritto della navigazione e socio IIN.

(Fonte: http://www.ship2shore.it)

 

 

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