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ISTITUTO ITALIANO DI NAVIGAZIONE

Le interferenze GNSS, intenzionali o non, possono essere molto distruttive. Inoltre, l’identificazione delle fonti non è facile da trovare in breve tempo al fine di disattivarle.

Negli ultimi dieci anni, c’è stato un forte aumento delle interruzioni GNSS a causa di deliberati  disturbi GNSS.

Un interessante articolo del Laboratorio di radionavigazione dell’Università del Texas esplora la geolocalizzazione diretta e in due fasi dei jammer terrestri di GNSS da orbite LEO.

Questo articolo parla di localizzare una sorgente all’interno di un’ellisse 619m x 77m (vedere immagine da Laboratorio di radionavigazione dell’Università del Texas).

I ricevitori in LEO sono situati in una posizione unica per rilevare, classificare e geolocalizzare i jammer GNSS terrestri. Il metodo convenzionale di geolocalizzazione in due fasi stima prima il ritardo differenziale e il Doppler differenziale, quindi utilizza una cronologia temporale di questi per stimare la posizione del trasmettitore.

Certamente questo comporta che i satelliti devono essere disponibili e incaricati. Le informazioni devono andare a qualcuno che si preoccupa ed è disposto ad agire.

Rif:

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https://radionavlab.ae.utexas.edu/wp-content/uploads/2023/05/clements-direct-geolocation.pdf

Mario Caporale
Author: Mario Caporale

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