L’MIT (Massachusetts Institute of Technology, USA) sta sperimentando un robot subacqueo per studiare il comportamento degli animali marini, col minimo impatto sull’habitat e implementando notevoli soluzioni tecnologiche innovative.
Il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) ha realizzato un prototipo che può “nuotare” fino a 15 metri di profondità per qualche decina di minuti. Come noto uno dei problemi per la guida di mezzi subacquei remotati è la scarsa applicabilità di comunicazioni via onde radio in acqua, per cui si usano, ad evitare un collegamento via cavo, onde sonore, come per i sonar appunto.
Inoltre un altro problema sarebbe stata la propagazione in acqua del rumore generato dai sistemi di propulsione meccanici, che avrebbero spaventato la fauna marina. Hanno quindi optato per sistemi idropneumatici o idraulici, che permettono tra l’altro un movimento sinuoso che imita quello proprio dei pesci. Dalle prime prove pare che il robot “gommoso” non spaventi la fauna ittica più di tanto e possa permettere osservazioni da vicino, potendosi muovere nelle tre direzioni. Per i comandi il team ha usato un controller stagno Super Nintendo e parecchi componenti del pesce-robot sono stati realizzati con stampanti 3D.
(Fonte: MIT)
