DISTURBI AI SEGNALI GNSS PROVENIENTI DALLA SPAZIO
Recenti studi del maggio 2026 confermano dubbi, già nati nel 2019, che disturbi ai sistemi GNSS possono provenire anche dallo spazio, trasformando l’interferenza dallo spazio da una possibilità ad un dato di fatto.
Esaminando dati delle stazioni di riferimento terrestri del IGS (International GNSS Service), sono stati rivelati casi in cui la potenza del segnale GPS è diminuita notevolmente, anche se per durate inferiori a 10 secondi.
Il Laboratorio di Radionavigazione dell’Università del Texas, coinvolto nelle analisi, ha identificato 75 casi di interferenza tra il 2019 e il 2026, con diminuzioni del rapporto portante/rumore di 5dB o superiori.
In un recente articolo pubblicato a maggio 2026, “Chasing Lightning: Detecting, Characterizing, and Identifying a Space-Based GNSS Interference Source”, ricercatori del Texas e di Stanford spiegano come hanno identificato la causa di interferenze dallo spazio essere una piccola costellazione di satelliti russi di allerta precoce, in orbite Molniya (sono orbite altamente ellittiche, con un’inclinazione di 63,4° ed un periodo orbitale di 12 ore). Il disturbo sembra essere intenzionale e non accidentale, vista la costanza del disturbo stesso.
Dall’articolo si evince che i segnali che interferiscono con il GPS non sono esattamente a cavallo della frequenza L1 ma leggermente sfasati. L’articolo arguisce che probabilmente questo serve a testare la capacità evitando il rilevamento. Inoltre, sempre l’articolo evidenzia come tali disturbi influenzino anche la costellazione cinese BeiDou.
L’articolo su Space News di Dana Goward, Presidente della RNT Foundation, riferito in calce, sottolinea come sia sempre più necessario avere anche sistemi terrestri per proteggere il segnale di navigazione e, conseguentemente, la sicurezza nazionale ed economica.
Rif: https://spacenews.com/russia-is-jamming-gps-from-space/
https://rntfnd.org/wp-content/uploads/Chasing-lightning-Russia-Humphreys.pdf
Immagine in evidenza: RNT Foundation – Copilot AI
